Editorial
Tori
Amos
Il pianoforte non è un mobile dietro cui sedersi composti. Con Tori Amos diventa qualcosa a cui avvicinarsi, contro cui spingere, da cui aspettare una risposta.
La formazione passa anche dal Peabody, che la annovera fra i suoi allievi. Ma ascoltarla significa sentire come quella conoscenza dello strumento venga messa al lavoro dentro le canzoni: le mani possono insistere, la voce prendere un’altra direzione, il silenzio interrompere entrambe.
La presenza fisica di chi suona conta quanto la precisione. Una frase cambia mentre passa dal respiro ai tasti; il piano risponde con un peso che una parola, da sola, non avrebbe.