Editorial
Sarah
Vaughan Blue
Il caffè può finire prima che arrivi la voglia di alzarsi. In Black Coffee, l’attesa occupa la stanza e le cose più normali cominciano a pesare diversamente.
Sarah Vaughan incide il brano nel 1949. La sua voce non corre verso la frase successiva: può fermarsi su una parola, scendere, lasciare che si senta quanto tempo passa. La solitudine prende corpo attraverso quel modo di cantare, senza bisogno di aggiungere una scena.
Si ascolta una canzone, ma si riconosce un’ora della giornata. Quella in cui si guarda fuori e si torna a guardare il fondo della tazza.