Editorial
Diana
Krall Live In Paris
Una canzone conosciuta cambia appena qualcuno decide di cantarla un po’ più indietro sul tempo. Diana Krall lavora anche in quella piccola distanza: la frase sembra trattenersi, poi raggiunge il pianoforte senza fretta.
Live in Paris, pubblicato nel 2002, porta questo modo di stare nella musica davanti a un pubblico. Si ascoltano gli standard, gli scambi fra gli strumenti, gli applausi. La voce non deve riempire ogni intervallo e il piano non serve soltanto ad accompagnarla.
L’eleganza sta nel lasciare che si senta il lavoro: un attacco preciso, una pausa, il momento in cui gli altri musicisti capiscono dove andare. Il concerto continua anche mentre nessuno canta.